• “Condivisione di vita quotidiana”: questo progetto vedeva coinvolti alcuni giovani volontari, tra i quali anche ragazzi diversamente abili, che avevano scelto di vivere la quotidianità, anche per brevi periodi, in una vera forma di convivenza nella sede associativa. Era stato realizzato quotidianamente, inoltre, un servizio di sostegno nei confronti di una ragazza disabile grave organizzando una ciclicità di presenza nella sede associativa che permetteva alla stessa di essere autonoma dalla famiglia e vivere fuori casa in modo indipendente.

 

  • “Progetto sollievo”: questo progetto ha preso vita dalla convivenza associativa e prevedeva di svolgere attività di sostegno e di sollievo nei confronti di famiglie del luogo che avevano in casa persone diversamente abili, coinvolgendo anche altri giovani in un contesto di volontariato. L’attività prevedeva l’ospitalità in sede di un giorno alla settimana o di un weekend, dove venivano proposte passeggiate, momenti di attività, momenti di svago e di convivialità, di persone disabili per permettere alle loro famiglie dei momenti di “sollievo”. Questo progetto è tutt’ora attivo.

 

  • Giò in volo: Il progetto che abbiamo voluto proporre alla ragazza aveva come obiettivo principale il favorire un primo contatto al mondo della disabilità. Esistono, infatti, due mondi che non sempre riescono a dialogare: quello della disabilità e quello della non disabilità. L’ostacolo che li divide è la non conoscenza reciproca; questo porta a pregiudizi, esclusione, chiusura relazionale ed emotiva. Dalla nostra esperienza abbiamo verificato che il muro relazionale e di pregiudizio che li divide può essere abbattuto lasciando spazio alla relazione, al confronto costruttivo, alla comunicazione, al rispetto reciproco, in una prospettiva di cooperazione e valorizzazione dell’altro come portatore di diversità.

 

  • “Mobilità Sostenibile”: progetto “di prova” finanziato nel 2009 dal Co.ge., dove è stato preso un camper a noleggio per un mese, rivolto a sperimentare la possibilità concreta di fornire il territorio di un mezzo per agevolare l’autonomia delle persone diversamente abili negli spostamenti dei vari ambiti di vita: gite scolastiche (che interessano studenti diversamente abili), attività dei C.e.o.d. (che presentino difficoltà tecniche nello spostamento di persone con particolari esigenze), attività di svago o di interesse personale (assistere a concerti, manifestazioni, eventi, ecc.) e di turismo “fuori porta” per famiglie o gruppi di giovani di cui uno o più membri siano diversamente abili. Progetto trainante per il più strutturato “movimento e turismo senza barriere”.

 

  • “Movimento e Turismo senza barriere”: questo progetto nasce dall’esigenza di sostenere e promuovere  una nuova forma di autonomia negli spostamenti, sia giornalieri che durante le vacanze, per permettere a tutti indipendentemente dalle diverse forme di disabilità di concedersi una vacanza libera, autonoma e con ausili appropriati. Nasce per chi, ad esempio, a causa della sua condizione di disabilità, ha necessità di usare servizi igienici particolari, o per chi spesso ha trovato le caratteristiche di agibilità dei locali pubblici presentate nei depliant o nei siti internet non corrispondenti alla realtà. O per chi ha affidato la ricerca di strutture accessibili e idonee all’accoglienza delle persone con disabilità ad agenzie turistiche che si sono rivelate impreparate a fornire consulenza in merito. Come associazione volevamo offrire alle persone diversamente abili degli ausili e un mezzo,  da offrire a “noleggio”, che potessero migliorare la qualità della loro vita e dei loro famigliari. Pertanto abbiamo pensato all’acquisto di:
    • un camper attrezzato
    • una Job (carrozzina da mare-lago-piscina)
    • una Joelette (carrozzina da montagna)

Il camper attrezzato è stato acquistato nel 2011 grazie ad alcuni contributi, da parte della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto, e grazie a sostegni da privati e dai volontari stessi. Questo mezzo è stato allestito, secondo l'esperienza ottenuta sul campo, per fare fronte a qualsiasi tipo di disabilità fisica, ed era completo di pedana idraulica, corsie a pavimento per ancoraggio carrozzine, bagno con maniglie, sollevatore elettrico agganciato al soffitto del mezzo, generatore di corrente per permettere spostamenti anche in ambienti privi di allacciamento elettrico a persone che abbiano necessità costante di energia (esempio persone con ventilazione assistita), comandi di guida al volante per permettere la conduzione a persone con paraplegia. Un primo utilizzo molto importante è  stato fatto da alcuni ragazzi disabili  che, dopo il terremoto in Emilia nel 2012,  erano rimasti senza una  casa agibile. Gli utilizzi sono stati fatti a titolo gratuito. Questa parte di progetto si è conclusa a Ottobre del 2015 e il camper non è più a nostra disposizione.

La Job: si tratta di una speciale carrozzina da mare-lago-piscina che permette comodamente di poter vivere in assoluta sicurezza le bellissime sensazioni che derivano dal contatto con l’acqua. Questo ausilio è ancora presente nella nostra associazione e viene messo a disposizione di persone/associazioni che ne dovessero aver bisogno.

La Joelette: è una speciale carrozzina è adatta a percorrere sentieri accidentati e studiata per muoversi nell'ambiente più ricco per natura di barriere architettoniche: la Montagna. Questa carrozzina, brevettata in Francia e attualmente ancora disponibile all'utilizzo per chiunque ne faccia richiesta alla nostra associazione, costituisce un ulteriore mezzo utile a rispondere all'esigenza di acessibilità.

Per vedere "sul campo" la joelette e la job, si veda la ricca fotogallery

  • “Insieme si può percorsi di aggregazione e collaborazione nella diversità”: progetto rivolto principalmente alle scuole e finanziato dalla Fondazione San Zeno. All’interno delle scuole nostri collaboratori psicologi hanno proposto percorsi educativi per gli studenti finalizzati a trattare le tematiche della disabilità senso-motoria e psichica, dal punto di vista delle barriere architettoniche, dell'integrazione nella società e nei gruppi. Questo progetto era realizzato attraverso attività didattiche e pratiche che si svolgevano in aula e in palestra (Circle time, cooperative learning, esperimenti di "deprivazione sensoriale" e confronto con persone disabili). Progetto al momento sospeso.

 

  • “Il gusto rivelato” e le “Cene al buio”: grazie alla partecipazione al progetto “Spazio Redrum”, cofinanziato dal Comune di Legnago e dalla Fondazione Cariverona, e all’incontro con Felice Tagliaferri, artista e scultore non vedente, è nato questo progetto dove abbiamo organizzato dei laboratori di scultura al buio e una mostra di esplorazione delle sculture da bendati attraverso il tatto. Da questa meravigliosa esperienza il progetto si è poi allargato alle Cene al buio organizzando serate gastronomiche completamente al buio, per far scoprire ai partecipanti il fascino di mangiare senza l’uso della vista e soprattutto far assaporare la compagnia di altre persone senza l’ostacolo dello sguardo pre-giudicante, che sempre si frappone tra le persone. E’ estremamente interessante ed istruttivo scoprire come, al buio, possano cambiare le percezioni e il modo di rapportarsi con gli oggetti e con gli altri. Il servizio ai tavoli era svolto da camerieri non vedenti che guidavano i partecipanti alla scoperta di odori, sapori e sensazioni sopite e insegnavano loro a riconoscere il colore del vino, il tipo di acqua, a riempire il bicchiere e tanti piccoli trucchi per orientarsi a tavola utilizzando solo 4 sensi. Esperienze reciprocamente molto importanti, sia per i commensali che per i camerieri, perché si invertivano totalmente i ruoli ed erano i non vedenti ad essere indispensabili a chi normalmente vede. Progetto al momento sospeso.

 

  • “Libertà di movimento: itinerari di accessibilità”: questo progetto mira allo sviluppo di itinerari turistici nella provincia di Verona accessibili alle persone con disabilità motoria, psicomotoria e sensoriale ed è stato finanziato al 50% dalla Fondazione Cattolica Assicurazioni. Come Associazione abbiamo fatto dei sopralluoghi della provincia di Verona e progettato, strutturato e pubblicato una guida con 20 itinerari storico-culturali-enogastronomici e paesaggistici che sono accessibili alle persone disabili. Il libro turistico che ne è nato si intitola “Turismo per tutti. 20 percorsi per conoscere la Provincia di Verona” ed è stato presentato al teatro “Fonderia aperta” di Verona nel Giugno Gli itinerari turistici presenti sono 20 suddivisi in 6 aree della provincia di Verona: Lago di Garda e Baldo, Lessinia, Basso Veronese, Verona città e dintorni, Verona Sud-Est, Verona Nord-Ovest. Gli itinerari comprendono la possibilità di visitare luoghi accessibili di importanza storico-culturale (musei, chiese, monumenti, ville ecc.), enogastronomica (cantine, frantoi, agriturismi), naturalistica (Parco nazionale della Lessinia, oasi ecc.) paesaggistica e sociale e sono stati direttamente testati dalle persone disabili motorie che prestano attività di volontariato nell’Associazione. Ogni area geografica comprende più itinerari intersecabili tra loro e con quelli delle altre aree.

 

  • “Progetto in Ecuador”: un nostro volontario, vicino all'Operazione Mato Grosso, dopo un mese di servizio  in Ecuador presso una casa che ospita bambini disabili e ragazzi appartenenti a famiglie in difficoltà. Tornato a casa ha condiviso con noi la sua esperienza e da un sogno realizzato è nata la voglia di realizzarne insieme un altro: continuare ad aiutare da qui i bambini e i ragazzi che aveva incontrato.

DOVE...

Zumbahua è una cittadina di circa 12.000 abitanti che si trova a 3.700 metri sulle Ande, in  Ecuador, circa 170km a sud di Quito, la capitale. Gli abitanti di Zumbahua e dintorni sono campesinos, cioè contadini che vivono di ciò che producono sul loro piccolo appezzamento di terra dove si trova in genere una casetta di fango o mattoni dove vivono la famiglia e gli animali domestici: qualche coniglio, una capra, un paio di galline. Le famiglie sono molto povere e spesso le madri rimangono sole a prendersi cura dei figli perché i padri scendono a Lactacunga o a Quito per cercare lavoro. In questa realtà l’Operazione Mato Grosso è presente con un piccolo ospedale e una casa di accoglienza per bambini e ragazzi di famiglie che non hanno la possibilità di prendersi cura di loro. Inizialmente abbiamo proposto loro una joelette per il trasporto dei ragazzi, ma parlando con loro è emerso che sarebbe più utile una barella doccia per poterli lavare in maniera più adeguata, al momento in fatti si usano delle tinozze di plastica. 

COSA...

Una barella doccia, rivestita di materiale impermeabile, imbottita e dotata di scarico per l’acqua, regolabile in altezza, il che permette agli operatori di trasferire bambini e ragazzi dalla carrozzina alla barella senza rischi e senza sforzi eccessivi. In prima battuta abbiamo contattato i responsabili dell’ospedale Claudio Benati di Zumbahua, per capire se fosse meglio acquistare in loco la barella, ma ci hanno detto chiaramente che in loco certi prodotti non si trovano o si trovano a prezzi inaccessibili. Abbiamo quindi optato per l’acquisto in Italia e la spedizione tramite container, in collaborazione con il gruppo che in Italia supporta l’ospedale e che una-due volte l’hanno invia un container a Zumbahua.